Lotta al gioco illegale ed a quello problematico

gioco d'azzardo problematico

A volte si arriva a pensare che non sia stato fatto abbastanza, ad oggi, per il gioco problematico e certamente ci sono tante cose che si potrebbero fare ancora, intervenendo a più livelli ed in più direzioni. Ovviamente, il primo step è quello della regolamentazione del gioco pubblico e dei casino online migliori aams con contemporanea lotta “senza quartiere” all’illegalità che ancora imperversa sul territorio nonostante le Forze dell’Ordine, in tutti i suoi comparti, stia “attenzionando” tutte le attività ludiche e stia monitorando attentamente gli sviluppi del gioco, anche relativamente alle “varie” sanatorie messe in atto con la Legge di Stabilità dello scorso anno, contemplate successivamente anche nella Legge di Stabilità 2016. Il secondo step che il Governo dovrebbe affrontare è quello di prevedere, studiare e sviluppare interventi di prevenzione ed educazione partendo dai giovani e giovanissimi nelle scuole e terzo step, quello forse più controverso perché non supportato da dati “certi”, creare percorsi di presa in cura dei giocatori coinvolti dall’abuso del gioco, e delle relative famiglie che subiscono di conseguenza gravi disagi.

Ma non si finisce qui con gli interventi per il gioco problematico, bisognerebbe esistesse più di quello che già è presente sul territorio, un numero verde per segnalare le problematiche e che coinvolga, oltre che la sanità, anche le associazioni e le organizzazioni che professionalmente possono intervenire a sostegno dei disagi. Ma deve essere tutto molto semplice, e sopratutto “molto anonimo” perché chi è colpito dal disagio della dipendenza dal gioco è restio a recarsi presso i centri che possono aiutare, suggerire e consigliare… ognuno affronta il problema con una sorta “di fai da te” che in questo caso non funziona assolutamente.

Poste queste premesse, ci si attende che la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali in materia di gioco e casino legali italiani, innanzitutto, trovi un punto di incontro per la regolamentazione del gioco pubblico: la convocazione di un tavolo tecnico che stabilisca la questione delle distanze dai luoghi sensibili dei punti gioco e gli orari di accensione delle apparecchiature di intrattenimento è un piccolo passettino verso la ristrutturazione del gioco, ma è davvero piccola cosa e ci si aspettava da questo primo incontro qualcosina di più. Si sapeva perfettamente che queste due tematiche erano il fulcro intorno al quale può nascere la “soluzione”, ma tutti gli incontri effettuati prima della Conferenza evidentemente non hanno sortito risultati positivi.

E poi è sempre esistita l’illegalità, non si riesce a mettere “alle corde” la rete illecita che sembra, invece, prosperare prendendo il posto della rete legale che deve sottostare ai vari “orpelli legali” dettati dai regolamenti comunali che, a volte, non fanno altro che “spingere il cittadino-giocatore” verso posti “più comodi e non soggetti a stringati orari”. Quindi, chi scrive ritiene che non sia proprio tutta colpa del gioco pubblico e dei casino con bonus la presenza dell’illegalità sul nostro territorio, ma anzi è forse la latitanza, sinora, dello Stato che non si decide a mettere un punto fermo sul mondo del gioco lecito, e su tutto ciò che vi gravita intorno, praticamente tutta la filiera. L’illegalità è quella che porta più gioco problematico perché in “quei punti” oltre al gioco d’azzardo esistono altre forme che portano al disagio, come l’usura ed il riciclaggio. Proprio in quei punti la criminalità “investe” e, purtroppo, chi ne viene coinvolto ne viene anche travolto: è qui che bisogna intervenire ed è questa la priorità, non demonizzare il gioco lecito.