Le nuove norme dei casinò terrestri italiani

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Ogni tanto bisognerebbe che il popolo italiano mettesse da parte il proprio “orgoglio” ed attingesse dall’esperienza di altri Stati che magari sono più all’avanguardia in determinati settori. O che magari hanno più cultura “sull’uso del gioco” derivante dalla popolazione che può essere più seguita e più informata della nostra. Ogni tanto un “bagno di umiltà” potrebbe fare bene e fare anche crescere sotto tanti punti di vista. Ogni tanto, essere esterofili può avere un fine “benevolo” e non solo superficiale. L’approfondimento della conoscenza del gioco e dei casino migliori in italia che viene praticato in altri Paesi Europei, oppure negli Stati Uniti, potrebbe insegnarci qualcosa di più, visto che in altri luoghi si è già raggiunta una legge specifica per il mondo del gioco d’azzardo, mentre nel nostro Paese vige una situazione paradossale che dovrebbe cambiare. Si parla del gioco lecito in generale, ma più particolarmente si vuole affrontare la tematica del gioco da casinò che tocca le nostre Case da Gioco tricolore che hanno necessità di essere maggiormente seguite.

L’Italia, si sa, è l’unico Stato privo di una legislazione specifica in materia di gioco da casinò, visto che non si può non ricordare che su questo argomento è stata emanata dalla Corte Costituzionale la sentenza del maggio 1985 nella quale si dichiara che. “mentre è messa in grado di esaminare per la prima volta profili di legittimità costituzionale che riguardano le Case da gioco aperte nel nostro Paese, non può esimersi dal rilevare che la situazione normativa è in una forma di stasi dal 1927 è contrassegnata da un massimo di disorganicità… Si impone, quindi, la necessità di una legislazione organica che razionalizzi l’intero settore”. Si potrebbe azzardare che la situazione normativa dovrebbe avvenire in “tempi ragionevoli” per superare le disarmonie di cui si è detto poco innanzi.

È un chiaro richiamo della Corte Costituzionale dal quale emerge che il Parlamento non ha ottemperato in tempi ragionevoli, in fondo sono passati “solo 31 anni”, alla previsione normativa su scala nazionale legata anche ai siti sicuri di casino e che, quindi, gli attuali quattro casinò tricolore sono da ritenere operanti in una sorta di quadro “insufficiente” che oggi non è più accettabile: servono assolutamente per il comparto dei casinò in particolare, una chiarezza legislativa ed una trasparenza indispensabili in una materia così delicata come il gioco. Sarebbe ora che il Governo, i partiti e le istituzioni se ne rendano finalmente conto, ma che sopratutto, agiscano per trovare soluzioni non disarmoniche.

Lo Stato sa, e conosce anche bene, che dall’inizio della crisi economica da far risalire al 2007-2008, il comparto dei Casinò e dei siti legali per giocare al casino ha subito un calo pari a circa il 72%: infatti, si è passati agli incassi del 2007 di circa 514milioni di euro ai 298 milioni di euro relativi al 2015. Lo Stato lo sa, anche se nel nostro Paese sembra non esista una cultura di “controllo ed analisi”, mentre esiste negli Stati Uniti: analisi che è lo strumento determinante per ogni azienda per recepire i punti “oscuri” sui quali si deve intervenire. L’esame dei fatti aziendali, la valutazione dell’insieme del percorso di ogni singolo casinò sono gli elementi sui quali basarsi per poter intervenire con decisioni e per scegliere i percorsi da intraprendere. Certamente con i casinò vi sono molti parametri da considerare contemporaneamente, ma proprio l’analisi ha lo scopo di accertare le caratteristiche di questi parametri per definire e controllare il metodo di intervento più consono.