Facciamo chiarezza sul gioco d’azzardo e sui numeri

numeri del gioco d'azzardo

Quante volte è stato detto da queste righe che del gioco d’azzardo si parla senza cognizione di causa? E comunque si parla troppo e troppo poco con dati precisi in mano, solo quelli che fa comodo “passare” ai cittadini e che vengono, conseguentemente, usati anche per meri scopi elettorali. É triste che si speculi su un’industria, quella del gioco, che negli scorsi anni, quando qualsiasi altro settore non riusciva a dare alle risorse collocazione alcuna, è riuscita a creare nuove professioni e tantissimi posti di lavoro che ancora adesso esistono, sempre che lo Stato non voglia depennare questo settore dalla vita sociale del nostro Bel Paese.

Dunque, bisognerebbe anche rispettarlo il gioco ed i casino legali, senz’altro rivedere la sua distribuzione e le sue offerte di prodotti, ma dargli atto di ciò che nel sociale ha portato e che per il sociale ha costruito. Sembrerebbe semplicistico non ricordarsi di quest,o così come il nostro Esecutivo sembra aver dimenticato quante risorse sono state attinente da questo “pozzo dei desideri” che non ha fatto che riempire e rimpinguare le casse del nostro “caro Erario”. Posto questo, nessuno dovrebbe parlare di “qualcosa” senza elementi certi in mano, ma i dati certi che riguardano il gioco sembra svaniscano nel nulla e che siano una chimera.

Sempre più spesso, in questi giorni, si sente ripetere che il gioco ed i casino online onesti e sicuri “sono scappati di mano”, che si è andati troppo oltre, che il fatturato del settore è di quasi 90 miliardi. Ora non sta a chi scrive dire, se non solo per parere personale, se il gioco è giusto o sbagliato che esista: dipende dalla visione che ognuno può avere. Il punto centrale, invece, è che per fare valutazioni precise bisognerebbe prima approfondire la conoscenza dei dati visto che ancora oggi si propongono numeri e cifre in maniera confusa. Solo per fare un piccolo esempio: quando si parla dei 90miliardi di spesa per il gioco, non si specifica che questa cifra rappresenta la raccolta lorda e non la spesa reale, che è nettamente un quinto rispetto a questo totale. Si potrà affermare, conseguentemente, se le cifre siano alte o basse, ma che almeno si parli di cifre reali e non di fantasie o di interpretazioni errate perché non sarebbe giusto.

E per parlare ancora di numeri legati alle recensioni dei casino online, bisogna anche guardare la spesa relativa al gioco negli ultimi anni. Negli ultimi quattro la spesa effettuata è stata costante, mentre negli anni precedenti era cresciuta di anno in anno. Vuole significare che ciò che è avvenuto è un fenomeno di emersione ed uno spostamento di spesa dalla rete illegale a quella lecita. Sono, senza ombra di dubbio, questi i dati da valutare. Parlando, poi, anche delle “famose distanze dai luoghi sensibili” si è assolutamente certi che questa sia la strada migliore? Quella del proibizionismo?

Anche i numeri sul tema del gioco problematico sarebbero da rivedere, oppure meglio, sarebbero da vedere con un occhio più obbiettivo. Infatti, esiste una assoluta mancanza di dati veritieri su questa patologia. Non esistono dati certi e generali, ma solo ricerche od indagini frammentarie e ciò non aiuta ad affrontare in modo serio questa materia così delicata. Esiste solo un incarico all’Istituto Superiore di Sanità per svolgere una ricerca sulla diffusione epidemiologica del gioco problematico ed anche per avere degli strumenti utili alla formazione degli operatori che intervengono per questo disagio.

Gli enti locali e le norme contro il gioco d’azzardo

enti locali e gioco d'azzardo

L’argomento dei regolamenti regionali e comunali messi in atto sul nostro territorio, da Nord a Sud e sempre più frequenti e disparati, nei confronti delle attività ludiche “terrà banco” a lungo, e cioè sino a quando la Conferenza Unificata sui casino online legali aams “partorirà qualcosa” di tangibile, attuabile e nell’interesse sia del territorio che dell’industria del gioco. Sino ad ora, però, i risultati che possono essere considerati sono principalmente che ciò che è stato adottato dalle Regioni, e sopratutto permesso dallo Stato, sta portando il gioco verso il baratro e alla chiusura di una percentuale di attività che tocca il 78% circa. È una percentuale terribile, proibizionistica e significa, in pratica, voler eliminare il gioco dal territorio nazionale lasciando ampiamente via libera al gioco illecito… che onestamente non aspetta altro! È già lì pronto a sfruttare i suoi punti con offerte di gioco che la legalità non può sottoporre, con location centrali che “aiutano” il cittadino-giocatore a non fare tanta strada per divertirsi, e con orari che non devono certamente seguire regole e regolamenti …

Quindi, lo Stato dovrebbe porsi il problema di dare informazioni sui casino online, prima di trovare altre normative od altre disposizioni sulle attività ludiche, di farsi un ampio esame di coscienza, sia su quanto da parte sua non è stato fatto per il gioco lecito, sia su quanto le Regioni hanno potuto mettere in campo, essendo il territorio assolutamente carente di normative nazionali che avrebbero potuto regolamentare il settore in altro modo, così come si poteva regolamentare l’offerta dei prodotti di gioco. Magari prendendo spunto ed esperienze da qualche altro Paese europeo che questo ha già saputo fare. Per esempio guardare alla realtà del Regno Unito o della Spagna, dove vi è stato un approccio più redditizio e concreto sia rispetto ai giochi, sia riguardo il tema delle dipendenze e cura del gioco problematico.

Anche l’offerta dei giochi in questi due Stati è più coerente ai territori: in Italia per esempio, le Vlt e le slot machine gratis sono comparse sul mercato nel 2009 con l’assegnazione di 57 mila diritti, cresciuti successivamente a 60 mila, ma mai completamente attivati, quando nel Regno Unito esistono appena 28 mila apparecchiature similari alle nostre, le Fobt. Questo sguardo a Paesi che hanno già una “buona vita” del gioco rispetto al territorio, avrebbe magari evitato una lunga serie di contenziosi che hanno caratterizzato il percorso di questo comparto. Si vuole parlare della “vecchia storia” dei Ctd, delle sanatorie inserite nella Legge di Stabilità dello scorso anno e proseguita in quella del 2016, e della problematica relativa al mondo dell’amusement che, però, in questi giorni potrebbe portare alla ribalta qualche nuovo colpo di scena!

E come dimenticarsi a questo punto dei “distanziometri”? Nel tempo sono aumentati, si sono dilatati: da 100 metri, a 300 ed ora a 500 metri. La loro applicazione comporta la dislocazione delle sale da gioco e delle apparecchiature da intrattenimento in luoghi sempre meno “commerciali” e sempre più distanti dal “passaggio della clientela” particolare estremamente importante per qualsiasi attività, in modo specifico per quella ludica. Se fosse applicato il distanziometro dei 500 metri si rischierebbe la chiusura del 77,7% dei punti vendita di gioco con risultati assolutamente devastanti: una riduzione del gettito di circa 3,5 miliardi ed una “sparizione” di posti di lavoro incalcolabile.

Gioco d’azzardo: Arrivata l’ora di passare ai fatti

gioco d'azzardo

Mai come ora, sul punto di trovare un obbiettivo comune sulla regolamentazione del gioco lecito, bisognerebbe valutare il “sistema gioco” nella sua interezza, ma anche nella sua “vera realtà” e non quella fatta arrivare ai cittadini. Mai come ora si sente il bisogno di quantificare l’impatto che il mondo del gioco d’azzardo ha, ed ha avuto, sull’economia del nostro Paese per conoscere anche gli effetti che questo settore provoca sul territorio in generale e particolarmente a livello locale. Mai come ora questi “veri dati” sono indispensabili per riuscire ad esaminare la complessità di questo comparto e sui quali si potranno impostare dibattiti e scambi di opinione che possano portare ad una regolamentazione del mondo del gioco d’azzardo con maggiore concretezza e verità: più di quello che è stato fatto sino ad oggi.

L’assenza di cifre ufficiali fino ad ora ha portato ad ogni forma di riflessioni anche sui casino online, mai positive ahimè ed ha fatto mancare l’obbiettivo importante di confrontarci con gli altri Paesi europei. L’unico confronto che vi è stato è la conferma che l’Italia ha svolto un ruolo pionieristico in Europa per quello che riguarda il modello di regolamentazione del mercato che è servito ad altri regolatori, sopratutto relativamente al gioco online, di legiferare con “maggiore esperienza”. Quello che è mancato al nostro gioco è di confrontarsi e di guardare ad altri Paesi più sviluppati del nostro nell’offerta di giochi ed alla ricerca di idee consolidate in altri punti e da importare nella nostra realtà.

L’unica via è quella di concentrarsi sul presente del gioco d’azzardo online e questo porta alla necessità di guardare, come detto prima, i “veri numeri” del comparto per arrivare ad una sua corretta regolamentazione. Primo tra tutti bisognerebbe ragionare sugli effetti “devastanti” dei cosiddetti “distanziometri”, conseguenza dell’applicazione delle normative locali che sono state via via introdotte in tantissime Regioni, che comporterebbero il rischio di chiusura del 77,7% dei punti gioco: e questo porterebbe una considerevole riduzione del gettito complessivo” che si potrebbe quantificare in oltre 3,5 miliardi di euro. Questo è il primo dato che i signori politici dovrebbero considerare prima di introdurre ed accordarsi su nuove regole da applicare e, sopratutto, prima di scontrarsi con questi effetti devastanti relativi alla chiusura di così tante “aziendine”.

Certamente, questo dei casino online aams con bonus è un argomento scottante e di scontro tra lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali che non vogliono assolutamente, od almeno si pensa, perdere il terreno che hanno guadagnato nel tempo. Però la questione territoriale va sviscerata edandrà messo nero su bianco il risultato causato dalle restrizioni al mercato ed alla mancata libertà di impresa che il settore ludico ha subito e che mai è stato valutato a fondo sino ad ora. Questo è un argomento “strategico”, mentre è assolutamente il momento di mettere mano ai dati concreti sulla diffusione delle patologie legate all’abuso del gioco nel nostro territorio e ciò si può ottenere solo con un’indagine epidemiologica fatta dallo Stato a mezzo del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Ancora oggi, non è stato fatto nulla in proposito. Bisogna conoscere veramente le dimensioni reali del fenomeno e capire come e dove intervenire ma, sopratutto si dovrebbe smettere “di dare i numeri” a casaccio!

Il gioco d’azzardo alle studio all’università

gioco d'azzardo nelle università

Sempre più giovani si interessano del gioco pubblico e delle sue conseguenze e non si può certamente dire che sia negativo! Sopratutto i giovani si devono rendere conto di cosa possono incontrare quando si approcciano al gioco e quanta diversità esiste tra il gioco-divertimento ed il gioco-abuso, così come devono ben discernere il gioco lecito da quello illecito. È tutto collegato e gli “esami” di questo settore devono contemplare tutto “il mazzo”. Ben vengano, quindi, i master che si stanno organizzando lungo tutta la Penisola per studiare il fenomeno del gioco, del gioco problematico e, di conseguenza, i rischi del suo abuso.

Presso l’Università di Bergamo si è svolto un master dedicato agli aspetti clinici del gioco patologico e dei casino sicuri aams con una particolare lezione dedicata al comparto del gaming ed ai risvolti del gioco nel contesto politico ed economico dei nostri giorni. Certamente, la complessità del settore porta alla sua analisi, dalle origini della gestione dei Monopoli di Stato sino a questi momenti che non sono tranquilli e che mettono in tensione ed attesa tutta la filiera e tutti gli operatori, che guardano con estremo interesse ciò che uscirà (se uscirà) dalla Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

Si è detto tante volte, da queste righe, che la necessità di “informazione corretta”, di prevenzione e di responsabilità sono gli elementi che devono far comprendere il mondo del gioco nella sua complessità. E quando si è constatato che l’Università di Bergamo propone un percorso formativo rivolto agli operatori che, a diverso titolo, operano nelle attività ludiche e vogliono avere coscienza di un quadro complessivo del gioco, non si è fatto altro che prendere atto di questa iniziativa con una forma di “orgoglio” per essere arrivati a questo risultato, anche se non c’è dubbio che questo master dell’Università bergamasca non è dipeso certamente dalle nostre parole. Però, si è certi che continuando a parlare di conoscenza e di responsabilità, nonché di corretta informazione…i risultati arriveranno.

Il master legato anche alle informazioni sul gioco d’azzardo legale vuole fornire informazioni sul gioco problematico, ma non solo sotto l’aspetto clinico, ma anche sociale e culturale, storico ed antropologico. In pratica, si attiva lo studente a vagliare l’aspetto clinico con la diagnosi e la terapia del giocatore d’azzardo problematico, ma si propone di entrare nella specificità del gioco problematico nel nostro Paese, oltre ad offrire un panorama generico dei principali aspetti clinici del fenomeno. Poi si propone di inquadrare il gioco da un punto di vista psicodinamico rispetto al ruolo del gioco e dell’illusione nel contesto psicoterapeutico.

Interessante argomento posto in essere da questo master è un approfondimento degli “Games studies” e della lista casino aams che debbono essere studiati anche come impatto bonificante ed educativo nelle sue pratiche, in contrasto con l’esplorazione del suo aspetto distruttivo se non bene approcciato. Poi, anche la valutazione dell’aspetto storico ed economico del gioco d’azzardo, con un inquadramento sociologico e politico, che permetta di studiare interventi sulla prevenzione e cura con una consapevolezza maggiore della complessità di questo fenomeno.

Si può, quindi, ritenere che questo master tenda a “scoperchiare” il vaso di Pandora del gioco e ad esaminarlo nel suo complesso, come fenomeno del “momento”, come crescita sociale relativamente alla consapevolezza, come crescita della cultura del gioco e del consumo e, per ultimo, ma non meno importante, come contributo per la crescita economica del Paese. Un buon lavoro che porterà ad ottimi risultati di conoscenza.

Le nuove norme dei casinò terrestri italiani

norme casino terrestri

Ogni tanto bisognerebbe che il popolo italiano mettesse da parte il proprio “orgoglio” ed attingesse dall’esperienza di altri Stati che magari sono più all’avanguardia in determinati settori. O che magari hanno più cultura “sull’uso del gioco” derivante dalla popolazione che può essere più seguita e più informata della nostra. Ogni tanto un “bagno di umiltà” potrebbe fare bene e fare anche crescere sotto tanti punti di vista. Ogni tanto, essere esterofili può avere un fine “benevolo” e non solo superficiale. L’approfondimento della conoscenza del gioco e dei casino migliori in italia che viene praticato in altri Paesi Europei, oppure negli Stati Uniti, potrebbe insegnarci qualcosa di più, visto che in altri luoghi si è già raggiunta una legge specifica per il mondo del gioco d’azzardo, mentre nel nostro Paese vige una situazione paradossale che dovrebbe cambiare. Si parla del gioco lecito in generale, ma più particolarmente si vuole affrontare la tematica del gioco da casinò che tocca le nostre Case da Gioco tricolore che hanno necessità di essere maggiormente seguite.

L’Italia, si sa, è l’unico Stato privo di una legislazione specifica in materia di gioco da casinò, visto che non si può non ricordare che su questo argomento è stata emanata dalla Corte Costituzionale la sentenza del maggio 1985 nella quale si dichiara che. “mentre è messa in grado di esaminare per la prima volta profili di legittimità costituzionale che riguardano le Case da gioco aperte nel nostro Paese, non può esimersi dal rilevare che la situazione normativa è in una forma di stasi dal 1927 è contrassegnata da un massimo di disorganicità… Si impone, quindi, la necessità di una legislazione organica che razionalizzi l’intero settore”. Si potrebbe azzardare che la situazione normativa dovrebbe avvenire in “tempi ragionevoli” per superare le disarmonie di cui si è detto poco innanzi.

È un chiaro richiamo della Corte Costituzionale dal quale emerge che il Parlamento non ha ottemperato in tempi ragionevoli, in fondo sono passati “solo 31 anni”, alla previsione normativa su scala nazionale legata anche ai siti sicuri di casino e che, quindi, gli attuali quattro casinò tricolore sono da ritenere operanti in una sorta di quadro “insufficiente” che oggi non è più accettabile: servono assolutamente per il comparto dei casinò in particolare, una chiarezza legislativa ed una trasparenza indispensabili in una materia così delicata come il gioco. Sarebbe ora che il Governo, i partiti e le istituzioni se ne rendano finalmente conto, ma che sopratutto, agiscano per trovare soluzioni non disarmoniche.

Lo Stato sa, e conosce anche bene, che dall’inizio della crisi economica da far risalire al 2007-2008, il comparto dei Casinò e dei siti legali per giocare al casino ha subito un calo pari a circa il 72%: infatti, si è passati agli incassi del 2007 di circa 514milioni di euro ai 298 milioni di euro relativi al 2015. Lo Stato lo sa, anche se nel nostro Paese sembra non esista una cultura di “controllo ed analisi”, mentre esiste negli Stati Uniti: analisi che è lo strumento determinante per ogni azienda per recepire i punti “oscuri” sui quali si deve intervenire. L’esame dei fatti aziendali, la valutazione dell’insieme del percorso di ogni singolo casinò sono gli elementi sui quali basarsi per poter intervenire con decisioni e per scegliere i percorsi da intraprendere. Certamente con i casinò vi sono molti parametri da considerare contemporaneamente, ma proprio l’analisi ha lo scopo di accertare le caratteristiche di questi parametri per definire e controllare il metodo di intervento più consono.

Lotta al gioco illegale ed a quello problematico

gioco d'azzardo problematico

A volte si arriva a pensare che non sia stato fatto abbastanza, ad oggi, per il gioco problematico e certamente ci sono tante cose che si potrebbero fare ancora, intervenendo a più livelli ed in più direzioni. Ovviamente, il primo step è quello della regolamentazione del gioco pubblico e dei casino online migliori aams con contemporanea lotta “senza quartiere” all’illegalità che ancora imperversa sul territorio nonostante le Forze dell’Ordine, in tutti i suoi comparti, stia “attenzionando” tutte le attività ludiche e stia monitorando attentamente gli sviluppi del gioco, anche relativamente alle “varie” sanatorie messe in atto con la Legge di Stabilità dello scorso anno, contemplate successivamente anche nella Legge di Stabilità 2016. Il secondo step che il Governo dovrebbe affrontare è quello di prevedere, studiare e sviluppare interventi di prevenzione ed educazione partendo dai giovani e giovanissimi nelle scuole e terzo step, quello forse più controverso perché non supportato da dati “certi”, creare percorsi di presa in cura dei giocatori coinvolti dall’abuso del gioco, e delle relative famiglie che subiscono di conseguenza gravi disagi.

Ma non si finisce qui con gli interventi per il gioco problematico, bisognerebbe esistesse più di quello che già è presente sul territorio, un numero verde per segnalare le problematiche e che coinvolga, oltre che la sanità, anche le associazioni e le organizzazioni che professionalmente possono intervenire a sostegno dei disagi. Ma deve essere tutto molto semplice, e sopratutto “molto anonimo” perché chi è colpito dal disagio della dipendenza dal gioco è restio a recarsi presso i centri che possono aiutare, suggerire e consigliare… ognuno affronta il problema con una sorta “di fai da te” che in questo caso non funziona assolutamente.

Poste queste premesse, ci si attende che la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali in materia di gioco e casino legali italiani, innanzitutto, trovi un punto di incontro per la regolamentazione del gioco pubblico: la convocazione di un tavolo tecnico che stabilisca la questione delle distanze dai luoghi sensibili dei punti gioco e gli orari di accensione delle apparecchiature di intrattenimento è un piccolo passettino verso la ristrutturazione del gioco, ma è davvero piccola cosa e ci si aspettava da questo primo incontro qualcosina di più. Si sapeva perfettamente che queste due tematiche erano il fulcro intorno al quale può nascere la “soluzione”, ma tutti gli incontri effettuati prima della Conferenza evidentemente non hanno sortito risultati positivi.

E poi è sempre esistita l’illegalità, non si riesce a mettere “alle corde” la rete illecita che sembra, invece, prosperare prendendo il posto della rete legale che deve sottostare ai vari “orpelli legali” dettati dai regolamenti comunali che, a volte, non fanno altro che “spingere il cittadino-giocatore” verso posti “più comodi e non soggetti a stringati orari”. Quindi, chi scrive ritiene che non sia proprio tutta colpa del gioco pubblico e dei casino con bonus la presenza dell’illegalità sul nostro territorio, ma anzi è forse la latitanza, sinora, dello Stato che non si decide a mettere un punto fermo sul mondo del gioco lecito, e su tutto ciò che vi gravita intorno, praticamente tutta la filiera. L’illegalità è quella che porta più gioco problematico perché in “quei punti” oltre al gioco d’azzardo esistono altre forme che portano al disagio, come l’usura ed il riciclaggio. Proprio in quei punti la criminalità “investe” e, purtroppo, chi ne viene coinvolto ne viene anche travolto: è qui che bisogna intervenire ed è questa la priorità, non demonizzare il gioco lecito.

Il gioco d’azzardo e le sue forti contraddizioni

le contraddizioni del gioco d'azzardo

La contraddizione più “grande” che possa esistere quando si parla di Stato e di gioco d’azzardo è quella che si trascina da sempre, e forse è anche quella che ha fatto desistere il Governo da fare, sino a qui, interventi decisi contro il comparto: da una parte lo Stato, indubbiamente, non può fare a meno delle risorse che il mondo del gioco lecito “produce” e dall’altra “deve” intervenire contro lo stesso settore per ridurlo e per limitarlo. È un “gioco” che va avanti da anni questo, e che ha fatto sciorinare fiumi di parole, tavole rotonde, discussioni politiche… ma il fatto resta e la contraddizione pure. Non si può con una mano prendere e con l’altra… limitare.

In questi giorni tutti i politici si stanno attrezzando per “stare alla finestra” e guardare cosa succederà e cosa, sopratutto, uscirà dalla Conferenza Unificata, che tratta anche di siti per giocare al casino, pronti a scagliarsi contro questa o quella decisione: pochi hanno veramente a cuore la situazione del gioco ed invece, tanti ne cavalcano l’onda, proprio in questo periodo pre-elettorale. Quello che bisognerebbe tenere assolutamente in mente sono le conseguenze che il suo abuso provocano in alcuni soggetti sensibili ed alle loro famiglie. E questi sono, in ogni caso, dati di fatto che ad osservatori attenti non possono sfuggire.

La diffusione così “scriteriata” del gioco, che lo Stato ha consentito (ed a volte anche incentivato) ha portato alla luce fenomeni di abuso e di dipendenza che bisognerebbe affrontare con un “piglio diverso” e non demonizzatore, ma come si affrontano le altre problematiche dipendenze: droga, alcool, fumo. Lo Stato dovrà forzatamente intervenire, che sia in Conferenza Unificata o fuori, per arginare quello che tanti politici chiamano “il male del secolo”. Ma dovrà anche farlo seguendo gli studi dell’Osservatorio ed i risultati ai quali si potrà arrivare con un attento esame del territorio e delle reali situazioni che si sono andate a creare. Quello che “arriva alla cittadinanza” purtroppo, sono risultati non attinenti alla realtà, ma “fatti passare” per colpevolizzare tutto il settore e coloro che vi operano con enormi sacrifici economici e con continua battaglie.

Secondo alcuni politici e secondo il migliore sito italiano legale AAMS di casino online, ciò che lo Stato ricava dal “gioco” è assai superiore a ciò che viene impegnato per l’assistenza e la cura del gioco problematico e, sopratutto, non viene mai quantificato il grave danno sociale, quello patrimoniale e non, che l’abuso del gioco provoca ai soggetti “colpiti”. In pratica, secondo taluni, il fenomeno del gioco problematico non è ancora stato preso davvero seriamente in esame, da persone qualificate, che possano stendere un parere ed un quadro esatto, e non fatto solo per i media, ma reale ed obbiettivo e che abbia poi la possibilità di essere affrontato, seguito e sul quale professionisti del settore possano esprimersi con qualità.

Per dirla proprio tutta, lo Stato sta prendendo iniziative sul settore dei migliori casino legali italiani importanti come la riduzione del parco “macchinette”, il tetto ai nulla osta per le apparecchiature da intrattenimento, l’eliminazione della pubblicità al gioco in televisione nelle ore diurne: certamente, non è sufficiente per una prevenzione seria ed una responsabilizzazione, ma è già qualcosa. Si dovrebbe fare di più per la cultura del gioco, una persuasione morale ed un approccio al gioco più disteso che porti le persone che lo praticano a farlo come divertimento e non come “problema”. Questi dovrebbero essere gli obbiettivi del Governo per “mitigare” un poco quello che “non” è stato fatto sino ad ora.

La proposta per la riduzione degli apparecchi di gioco

apparecchi di gioco

Dovrebbe “nascere” nei prossimi giorni l’elaborato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che farà finalmente “luce” sulla riduzione del numero delle apparecchiature da intrattenimento disposta dalla Legge di Stabilità 2016 e questa volta verrà fatta chiarezza una volta per tutte, chiarezza che prenderà, però, corpo dall’inizio del 2017. In realtà la politica, ed i media naturalmente, chiedono questa riduzione a gran voce e sin quando non sarà tutto ben definito queste due parti “del gioco” non si sentiranno apposto. La prima stesura di questa sorta di “Decreto di riduzione” sarebbe già approntata e prima di passare alla stesura definitiva ed alla lettura degli “alti vertici” ci vorrà ancora qualche giorno e poi seguirà l’iter ministeriale.

La riduzione delle apparecchiature e non quindi dei migliori siti di casino, che rispecchia il numero di 265 mila slot in esercizio come obbiettivo finale, partirà nella primavera del 2017 e si concluderà entro la fine del 2019: si concretizzerà, così, con questa “riduzione” il 30% di apparecchi in meno rispetto al 31 luglio 2015, data dalla quale sono iniziati i vari conteggi delle apparecchiature. La riduzione dovrebbe essere ottenuta definendo obbiettivi graduali fissati nel decreto, sulla base di scaglioni semestrali ai quali i concessionari, che gestiscono le reti degli apparecchi, si dovranno di conseguenza attenere. Naturalmente, verranno effettuate delle verifiche per valutare l’effettivo adeguamento delle reti e l’Agenzia, in caso di inottemperanza dei parametri, disporrà la revoca dei nulla osta in eccesso. In pratica, la riduzione dovrebbe avvenire nel giro di due anni, con il ritmo di cinque semestri: in ognuno di questi “sparirà” il 6% delle slot in esercizio.

Sostanzialmente, si potrebbe dire che la riduzione delle slot sembra quasi “cosa fatta” per l’Agenzia, mentre il nodo che rimane da sciogliere è quello delle cosiddette Awp da remoto: è alle porte la nuova generazione delle apparecchiature che dovranno sostituire quelle attuali dal 2017 e delle quali si conosce ancora poco o nulla. Anche per questa tematica, in ogni caso, sono queste le ore cruciali e definitive, dovendo i Monopoli decidere una strada per agire e per inserire le prime indicazioni nello stesso decreto di riduzione.

Ci potrebbero essere due tipi di interpretazione relative all’attuazione dei “dictat” della Stabilità 2016 in materia di casino aams: una più rigida che imponga di rivedere la tecnologia complessiva delle slot attuali, oppure una più semplice (ma quando si tratta di “gioco” nulla sembrerebbe semplice da concretizzarsi) che prevederebbe il passaggio “da remoto” a livello di funzioni amministrative che verrebbero quindi gestite a livello centrale e non locale. L’Agenzia dovrà decidere quale interpretazione percorrere anche se, onestamente la seconda soluzione dovrebbe essere quella più realistica tenendo conto che nel primo caso risulterebbe assai difficile intervenire a livello tecnologico sulle macchine lasciandone inalterati alcuni parametri.

In aiuto dell’Agenzia dei Monopoli sono arrivate due proposte della filiera da parte di Sistema Gioco Italia ed Acadi, che si occupano anche di casino online legali aams, sulla possibile interpretazione della definizione “Awp Remote”: però per capire quale sarà la linea che i Monopoli intenderanno adottare bisognerà ancora attendere che i lavori sulle slot da remoto vengano avviati formalmente e, quindi, rivedere anche i possibili progetti degli operatori.

Il gioco d’azzardo sano è vantaggioso per tutti

Bisogna continuare a sottolineare, e questo certamente in tutte le parti del Pianeta dove si gioca d’azzardo, che questo mondo è assolutamente affascinante, ma altrettanto “pericoloso”, sopratutto per chi spende tanto tempo e tante risorse in questo settore! Non ci si può più nascondere dietro una facciata “benpensante”, oppure dietro qualche “estremizzazione” e dire che purtroppo “taluni giocatori” vengono coinvolti nel gioco d’azzardo patologico e nelle sue conseguenze che sono “difficili da ammettere e risolvere”. Il risultato di tutti questi “bei discorsi” è che le associazioni e le istituzioni devono “darsi una mano” e trovare strategie e normative che mirino sopratutto alla tutela dei più deboli cercando di fare gli interessi di tutti, dai giocatori, alle aziende produttrici dei giochi, ai concessionari.

Certamente, non è e non sarà un’impresa semplice e facile ma al giorno d’oggi diventa insostenibile non farlo se non si vuole, al paradosso, che questo settore muoia e sparendo non affidi “nelle braccia del gioco illecito” tutti quei giocatori responsabili e consapevoli che nel gioco vedono senz’altro “l’azzardo”… ma vedono sopratutto il divertimento e la sfida.

La decisione di giocare è e deve rimanere una scelta individuale e personale, ma si crede debba essere fatta con cognizione di causa ed a coloro che scelgono di giocare devono essere fornite informazioni specifiche sui rischi finanziari e della salute che vanno ad incontrare giocando, sottoponendo loro linee guida per il gioco responsabile e che possano far riconoscere i segni di dipendenza e che possano sottoporre risorse per “richiedere aiuto”.

La maxi multa al gioco d’azzardo

Si sta parlando di “numeri delle 13 reti” riferendoci alla famosa norma inserita nella “Stabilità” che statuisce un prelievo di 500 milioni di euro per gli operatori del gioco: ecco come approssimativamente verranno distribuiti in capo ai “13 Concessionari” che si dividono il mercato delle Awp. Oltre 100 milioni di euro per Lottomatica Videolot, oltre 85 per Bplus, 47 per Gamenet, 45 per Sisal, più di 43 per Hbg, quasi 42 per Cogetech, 34,5 per Snai. Ed ancora30,7 milioni per Gmatica, più di 22 per Codere, quasi 20 per Cirsa, oltre 11,5 per Intralot Gaming Machines, circa 8 in capo a Nts Network, per chiudere con poco più di 6 milioni per Netwind Italia. Questi sono i conti per i “13 Moschettieri” che gestiscono le reti degli apparecchi da intrattenimento dallo Stato, che anticipano di qualche giorno i conteggi che verranno effettuati dall’Agenzia dei Monopoli entro il 15 gennaio prossimo.

Ormai quasi tutti sanno di questo “nuovo prelievo” annuale per la filiera del gioco, è calcolato in base al numero degli apparecchi collegati ad ogni singola rete al 31.12.2014: il numero delle macchinette in esercizio alla fine dello scorso anno non supererebbe le 365mila unità (la stima dei nulla osta rilasciati sfiorerebbe le 380mila unità) e quello delle videolotterie risulterebbe attorno alle 55mila unità, rispetto ai circa 60.500 diritti assegnati dallo Stato. Ergo, verranno considerate le macchinette che effettivamente raccoglievano danaro al momento della “foto” dell’Agenzia, oppure il numero di quelle autorizzate alla messa in esercizio? Qualche differenza nelle cifre salta agli occhi…

L’avvenire dell’imprenditordi gioco d’azzardo

Dopo la scadenza del 30 aprile scorso, termine che rimarrà ben impresso in tutta la filiera per il noto versamento dei 200 milioni di euro richiesti dalla Stabilità, sembrerebbe -almeno agli occhi dei non addetti ai lavori- che quasi tutta la filiera abbia trovato una “parvenza” di tranquillità e che siano stati inquadrati tanti discorsi per questa “nuova” categoria di imprenditori, i loro futuri utili, i loro futuri impegni.: sembrano stati chiariti i futuri assetti delle imprese del gioco lecito. Questo si spera per creare aziende che rispettano la legge, collaborano con le istituzioni e che creeranno imprenditori che sono consapevoli e responsabili del proprio ruolo: per creare le premesse e le condizioni necessarie per mantenere, in un futuro, un perimetro di azione e di mercato per gli imprenditori del gioco lecito che in seguito dovranno sempre e comunque cooperare con un concessionario.

Il futuro che si può ipotizzare nel mondo del gioco sarà un sistema in cui il produttore italiano da un lato e l’imprenditore del gioco italiano dall’altro riusciranno a mettere “sul tavolo”, e quindi sul mercato, le proprie esperienze e la propria professionalità: questa è la nuova figura imprenditoriale che si vorrà far emergere dai vari incontri e dalle varie riflessioni di questi ultimi tempi e ciò a prescindere dal numero degli apparecchi da intrattenimento posseduti e dall’ubicazione “strategica” dell’azienda. Un passo in avanti notevole, quindi, verso la credibilità di questo lavoro così bistrattato e demonizzato e, forse finalmente, la nascita di una nuova “voglia di fare” nel settore del gioco.

A che punto è il gioco d’azzardo da remoto?

La filiera del gioco ha appena terminato di discutere per il versamento della prima tranche della famosa somma imposta dalla Legge di Stabilità… che già si apre un altro dibattito sulle future slot machine. Non è certo il migliore momento per il comparto degli apparecchi da intrattenimento, ma oltre al presente il settore deve pensare al futuro ed alla Legge Delega che dovrebbe ridisegnare il mondo-gioco sopratutto con l’avvento delle cosiddette AWP da remoto. Se ne sta discutendo tantissimo e si sono aperti tavoli di lavoro all’interno di Confindustria che sta valutando sviluppi e prospettive di questo “nuovo avvento”: certo, la testa della filiera era concentrata sulla “Stabilità”, ma si stanno portando avanti i lavori sulla futura generazione di apparecchi che dovrebbero introdursi.

Bisognerà trovare soluzioni tecniche condivise dalla filiera e concretizzarle in un documento esclusivamente tecnico da sottoporre poi alle istituzioni, cercare quindi punti di convergenza tra le varie categorie… il che non sarà indubbiamente facile! Questo “tavolo” si occuperà solo della parte tecnica e, quindi, della definizione di un prodotto, poi una volta raggiunti e definiti i dettagli tecnici verranno sottoposti alla Presidenza di Sistema Gioco Italia che farà le proprie valutazioni su questioni “politiche” e sulla distribuzione. Per quello che riguarda il settore tecnico sono all’opera ottimi professionisti che affronteranno il “lavoro” in modo concreto considerando anche la complessità del compito affidato loro, ma si spera che già il prossimo 21 maggio si potrà sottoporre una bozza di questo documento che verrà successivamente sottoposto all’Agenzia dei Monopoli. Chi vivrà vedrà.